Lilly Collins: Oltre la maschera di Emily Cooper, il coraggio di raccontare il “mostro”

Lilly Collins: Oltre la maschera di Emily Cooper, il coraggio di raccontare il “mostro”

Lilly Collins: Oltre la maschera di Emily Cooper, il coraggio di raccontare il “mostro”

Siamo abituati a vederla tra i colori pastello e i tetti di Parigi nei panni di Emily Cooper, radiosa e sempre perfetta. Ma dietro quegli occhi grandi e il sorriso luminoso, Lilly Collins nasconde una storia che ha radici molto più profonde e dolorose: quella di una lunga battaglia contro i disturbi del comportamento alimentare (DCA).

Oggi Lilly è un’icona di stile e talento, ma la sua missione più importante è diventata quella di abbattere lo stigma che ancora circonda la salute mentale.

Un segreto durato dieci anni

Nel suo libro di memorie Unfiltered: No Shame, No Regrets, Just Me, l’attrice ha aperto il suo cuore, confessando di aver sofferto di anoressia e bulimia durante l’adolescenza. Un periodo segnato dal bisogno di controllo, in un momento in cui la sua vita privata e la carriera del padre (la leggenda della musica Phil Collins) erano costantemente sotto i riflettori.

“Molti pensano che i disturbi alimentari riguardino solo la vanità. Ma per me si trattava di controllo. Non potevo controllare ciò che succedeva intorno a me, ma potevo controllare ciò che accadeva al mio corpo.”

Il cinema come terapia (e come sfida)

Uno dei momenti più intensi della sua carriera è stato interpretare Ellen nel film Netflix “Fino all’osso” (To the Bone). Per una persona che è guarita, tornare a perdere peso per un ruolo può essere un terreno estremamente pericoloso.

Lilly ha accettato la sfida non per narcisismo, ma per scopi terapeutici ed educativi. Supportata da nutrizionisti e medici durante le riprese, ha trasformato la sua sofferenza passata in uno strumento per dare voce a chi, in questo momento, sta combattendo la stessa guerra invisibile.

La rinascita: Il cibo non è più un nemico

Oggi Lilly Collins parla apertamente di come ha ridefinito il suo rapporto con il corpo. Non si tratta più di numeri sulla bilancia o di restrizioni, ma di nutrimento e libertà. Ha imparato che essere “perfetti” è un’illusione che ci priva della gioia di vivere. “Parlare dei miei disturbi alimentari è stata tra le esperienze più spaventose della mia vita, ma mi ha fatto sentire meno sola” ha dichiarato l’attrice.

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