Il corpo delle donne in Tunisia: da Amina alle sostenitrici del Niqab

Il corpo delle donne in Tunisia: da Amina alle sostenitrici del Niqab

Il corpo delle donne in Tunisia: da Amina alle sostenitrici del Niqab

 

 

amina

 

 

Mentre in Italia si sono accorti che c’è un abuso di nudità nei media e si sta facendo di tutto affinchè la donna inizi ad avere una rappresentazione del genere dignitosa, in Tunisia c’è una doppia battaglia: dalle Femen come Amina alle studentesse sostenitrici del Niqab (il velo integrale).

Entrambi i movimenti vogliono rivendicare la libertà della donna nell’usare il proprio corpo. Amina, conosciuta ai molti per la scritta sul seno “Il mio corpo mi appartiene e non è fonte di onore per gli altri” ha sollevato l’indignazione del suo popolo, tanto che la madre stessa ha chiesto mediaticamente scusa accusando la figlia di avere disturbi psichiatrici e ha preso le distanze dalle sue azioni. Le studentesse che hanno presidiato recentemente la facoltà di Scienze dell’Università di Tunisi hanno urlato a gran voce:”Il corpo e l’anima delle donne devono essere protetti contro le aggressioni”e hanno rivendicato il diritto di indossare il niqab.

Mi ha fatto molto pensare come in uno stesso Paese ci siano due visioni così lontane nel tutelare il corpo delle donne. Il Ministro degli Interni tunisino sta affrontando una battaglia personale per abolire il niqab suscitando la rabbia dei salafiti, anche se le motivazioni sono prettamente ristrette alla sicurezza del Paese. Donne che si sentono protette sotto un velo, private della propria esteriorità, del proprio corpo, di una parte dell’identità; dall’altra donne che rivendicano l’essere libera, spogliandosi anche perchè così la protesta è più forte. Due volti difficili da argomentare indubbiamente ma che mi fanno molto riflettere.

Nella nostra cultura alcune scelte sono ancora più difficili da capire, soprattutto nella nostra Era in cui la nudità è sinonimo di avvenenza, sensualità e non di comunicazione. Nel libro “Fresco sulle labbra,fuoco nel cuore” l’autrice Hanan Al-Shaykh spiega come la scelta di indossare il velo rappresenta un illusorio “rifiugio di libertà” per impedire agli uomini di guardarle come oggetto sessuale. Parlare di sesso è ancora un tabù tanto che libri come “Sex and the Citadel. Intimate Life in a Changing Arab World” suscitano scandalo parlando della sessualità dentro il mondo islamico. Testo già censurato in Egitto, contiene molti dati e interviste su vari fenomeni, come le mutilazioni genitali femminili e il dating on line.

 

 

niqab

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