Resoconto della Prima Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla a Genova

Resoconto della Prima Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla a Genova

Resoconto della Prima Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla a Genova

Una giornata ricca di emozioni, di esperienze, lacrime e sorrisi. Questa è stata la Prima Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla a Palazzo Ducale di Genova, organizzata dall’Associazione “Mi nutro di vita” per sensibilizzare sui Disturbi Alimentari. Una giornata non casuale: un anno fa, il 15 marzo, moriva Giulia, 17 anni, di bulimia. Il congresso inizia alle 17 con una bella lettera di Stefano Tavilla, padre di Giulia. Una lettera intensa, profonda, ricca di dolore, ma anche di speranza. Una tavolata di relatrici tutta al femminile: io, Michela Marzano, Mary Garritano e Ilaria Caprioglio. Mondi opposti tutti collegati da un unico filo comune. Michela Marzano, filosofa, ha appena pubblicato “Volevo essere una farfalla” un viaggio che racconta in maniera introspettiva il suo essere e la sua malattia. Quell’anoressia che per anni l’ha accompagnata, che l’ha segnata e che le ha permesso, attraverso il dolore di essere ciò che è oggi. Una lettura emozionante riguardante la madre, e poi dedicata a Giulia ha commosso tutti i numerosi presenti. La parola a Mary Garritano, la ballerina della Scala licenziata per aver denunciato casi di anoressia alla Scala di Milano, la quale presenta un aspetto della danza per molti non conosciuto. “C’è molta ignoranza” afferma la ballerina “ e molta omertà”. Io e Ilaria Caprioglio, invece, due mondi opposti della moda, abbiamo raccontato il nostro vissuto e le nostre esperienze. Personalmente ho parlato della mia campagna, inziata nel 2007 e questa crociata per far sì che i Disturbi alimentari siano conosciuti e ci sia prevenzione. Ilaria, modella per tantissimi anni, ora splendida madre di 3 figli e avvocato ha dichiarato:” A 47 chili avevo la sensazione che la volontà potesse tutto non mi rendevo conto che mi stava lasciando“. Ha proseguito parlando della solitudine che l’ha portata all’anoressia, fino a pesare 47 chili per un metro e ottantuno di altezza. Il dibattito, che ha avuto Enrica Perilio come moderatrice, è proseguito con interventi dei presenti in sala i quali a loro volta, hanno raccontato storie di malattia e di speranza. Una giornata all’insegna di emozioni forti, intense e con una speranza: i DCA non devono più essere malattie di serie B. Grazie alla prevenzione si possono salvare moltissime vite, solo restando tutti uniti in questa lotta contro il male.

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